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STATO DI CONSERVAZIONE DEI MAMMIFERI MARINI NEL MAR MEDITERRANEO

I mammiferi marini sono specie di mammiferi, che nel corso dell’evoluzione, si sono adattati all’ambiente acquatico; presentano caratteristiche mirate alla vita marina, come una forma del corpo idrodinamica, appendici modificate in pinne e molte soluzioni per la regolazione della temperatura corporea. Nel mondo sono presenti 120 specie di mammiferi marini. Nel Mar Mediterraneo sono presenti 9 specie di mammiferi

marini residenti, ovvero che compaiono tutto l’anno: 8 specie di cetacei (delfino comune, capodoglio, tursiope, balenottera comune, stenella striata, zifio e globicefalo) e 1 specie di foca (foca monaca mediterranea). In oltre si possono osservare anche 12 specie di cetacei visitatori (come per esempio la balenottera boreale, la megattera o l’orca), che compaiono di tanto in tanto, tuttavia verrà preso in esame solamente lo stato di conservazione delle specie residenti nel Mar Mediterraneo.



Secondo i criteri di classificazione dalla IUCN (International Union for Conservation of Nature), il 67% dei mammiferi marini presenti nel Mar Mediterraneo è a rischio estinzione e per quanto riguarda il restate 33% non si hanno informazioni sufficienti per stabilire il loro stato di conservazione, di conseguenza il numero di specie minacciate potrebbe essere anche maggiore. Questo evidenzia la necessità di migliorare le nostre

conoscenze su questo gruppo di animali.

Questo significa che 6 delle 9 specie sono minacciate di estinzione: la foca monaca mediterranea (Monachus monachus) è fortemente minacciata di estinzione (critically endangered); il delfino comune (Delphinus delphis) e il capodoglio (Physeter macrocephalus) sono in pericolo di estinzione (endangered), mentre il tursiope (Tursiops truncatus), la balenottera comune (Balaenoptera physalus) e la stnella striata (Stenella

coeruleoalba) sono classificati come vulnerabili all’estinzione (vulnerable). Per le altre 3 specie, lo zifio (Ziphius cavirostris), il globicefalo (Globicephala melas) e il delfino di Risso (Grampus griseus), non sono presenti sufficienti informazioni per stabilire il loro stato di conservazione e livello di minaccia (data deficient).


Le principali minacce a cui sono sottoposti i mammiferi marini sono:

- lo sfruttamento eccessivo degli stock ittici da parte dell’uomo che causa una diminuzione delle prede di cui molti animali si nutrono;

- la caccia;

- l’aggrovigliamento accidentale con le reti da pesca;

- gli incidenti accidentali con le imbarcazione;

- l’aumento dell’inquinamento marino e dei detriti di plastica in mare;

- la presenza di inquinanti che possono accumularsi nei tessuti e causare disturbi immunologici e riproduttivi;

- l’inquinamento acustico; i rumori e le onde sonore prodotte da determinate apparecchiature possono interferire con i sistemi di comunicazione e di ecolocalizzazione dei cetacei, causando spesso disturbi fisiologici, improvvisi cambiamenti comportamentali e stress che possono portare alla morte;

- il riscaldamento globale può portare alla perdita di habitat.


Il futuro dei mammiferi sarà determinato dalle nostre azioni attuali e future. È molto importante migliorare la nostra conoscenza in questo ambito, in quanto sono ancora presenti grosse lacune e non si hanno abbastanza informazioni per sapere il reale stato di conservazione di tutti i mammiferi marini; l’approvazione e l'attuazione di corretti piani di gestione per la conservazione di queste specie dovrebbero essere una

priorità urgente. Per migliorare lo stato di conservazione dei mammiferi marini sarebbe importante:

- applicare e rispettare la legislazione nazionale e internazionale esistente in materia di tecniche di pesca,

sviluppo costiero, sfruttamento delle risorse marine e tutela delle specie protette e quando necessario introdurre delle restrizioni o limitazioni;

- creare nuove aree protette in modo date da poter proteggere maggiormente le specie più minacciate;

- valutare l’abbondanza delle varie specie ed eseguire dei monitoraggi per poter evidenziare cambiamenti nel tempo e per eventualmente poter identificare nuove forme di minacce;

- sensibilizzare e informare le persone sulla situazione attuale in modo tale che le misure di conservazione che vengono attuate possano essere comprese e rese più efficaci;

- limitare la diffusione delle imbarcazioni nelle aree più sensibile;

- ridurre l’intensità del rumore prodotto dalle imbarcazioni limitando così le minacce ai cetacei.


Per maggior informazioni è possibile consultare il report della IUCN: “Marine mammals and sea turtles of the Mediterranean and Black Seas”.


Clarissa Barbieri

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